lunedì 20 maggio 2013

Bukhara, la perla dell'Islam

Lo spostamento in auto da Tashkent a Samarcanda è stato traumatico, stavolta da Samarcanda a Bukhara scegliamo il treno. Ovviamente classe economica, siamo così lanciati sul risparmio dei costi che nemmeno ci informiamo del prezzo della prima classe... Ma è troppo tardi, ormai siamo già su un vagone "bestiame" con 35 gradi rilevati dal Tissot T-Touch di Emanuele. Ci ricordiamo delle salviette Fresh&Clean nello zaino, mai hanno dato tanto piacere!
Il treno tarda 15 minuti e alle 15,30 siamo a Bukhara, veniamo come al solito assaliti da tassisti che per un paio di dollari ci porterebbero ovunque, scegliamo di viaggiare in un taxi dove c'è già un ragazzo tra i passeggeri, potrebbe darci informazioni utili sulla città. Si chiama Burat, la sua fidanzata è innamorata di Roma, dov'è stata un paio di giorni in passato per una gara di ballo.
Prendiamo una stanza al B&B "Madina e Ilyos", Madina è un po' scorbutica ma la stanza è grande e piuttosto pulita, e soprattutto economica.
Bukhara ha un centro storico tuttora abitato e che non è cambiato molto negli ultimi secoli, è piacevole gironzolare nel labirinto di stradine e scoprire decine di madrase e moschee...
Per una rapida visita guidata assoldiamo Habiba, due ore di pessimo inglese (solo Antonio avrebbe potuto fare peggio) che però sono utili per orientarci in città. Il governo ha investito molto denaro nei restauri lasciando però intatta la sensazione di muoversi in un'epoca diversa, siamo lontani dalla contemporaneità.
Il minareto Kalon appare all'improvviso girando per la moschea Kalon, è straordinariamente alto e decorato, si rimane per minuti a fissarlo e ammirarti. Torneremo poi più tardi a guardarlo con le luci della sera su suggerimento di Habiba. La madrasa Mir-i-Arab è ancora funzionante, non si può entrare ma dall'esterno si vedono le stanzette degli studenti, vedremo uno di loro uscire