"Tutto ciò che ho udito di Samarcanda è vero, tranne il fatto che è più bella di quanto immaginassi" (Alessandro Magno): anche noi come il condottiero macedone avevamo aspettative altissime e nessuna di queste è stata disattesa!
Compresa l'aspettativa di sentirci male: per non rifiutare un pezzetto di formaggio in un bazar Emanuele starà a letto quasi un giorno intero per un'intossicazione alimentare, con febbre e dolori di stomaco.
Samarcanda è una città meravigliosa dove tutto ció che è stato costruito è stato fatto con un solo scopo: stupire!
I monumenti della città sono piuttosto vicini ma fa caldo e ci chiedono appena 1-2 euro per gli spostamenti, ne approfittiamo... Basta alzare la mano e qualsiasi auto per strada si ferma, ci chiede dove andare e ci dice un prezzo, noi rilanciamo con la metà e solitamente chiudiamo a 3/4 della prima richiesta. La guida che ci accompagna è Akbar, un tagiko di 65 anni, distinto e simpatico, impareremo la differenza tra i tajiki (dai lineamenti caucasici) e gli uzbeki (lineamenti mongoli). Iniziamo la visita dalla Shah-I-Zinda (il viale delle tombe), importante meta di pellegrinaggi per i musulmani in quanto qui è seppellito Qusam, un cugino di Maometto; proseguiamo poi per l'osservatorio di Ulugh-Bek, il re-astronomo che catalogò quasi 1200 stelle già nel 1430, per poi visitare la moschea di Bibi Khanym, la gigantesca moschea fatta costruire da Tamerlano per la sua prima moglie. Ma Samarcanda è soprattutto il Registan: tre maestose ed imponenti madrase che affacciano sulla stessa piazza, una delle più belle al mondo! Cambiamo i dollari in Sum al cambio nero, per strada, solo 50 dollari perché quando la scorsa volta abbiamo ingenuamente cambiato 100 dollari siamo dovuti tornare al B&B per lasciare metà dei soldi: erano praticamente una busta piena di banconote che non stavano nel marsupio! I biglietti per musei e mausolei per gli uzbeki costano quasi 1/10 del prezzo per gli stranieri e questo fa sì che i monumenti sono visitati da tantissimi uzbeki, che solo da un ventennio son liberi di spostarsi, visitare, conoscere il loro paese... Ci son tanti gruppi di donne di 50-60 anni, avvolte in abiti coloratissimi ed eleganti, sono contentissime di farsi fotografare insieme a noi, qualcuna è tanto intraprendente da poggiarmi addirittura una mano sulla spalla! Tra le risate delle altre che fingono scandalo per la 'trasgressione'. Sono lontanissime dalla freddezza sovietica e dal fondamentalismo islamico, sono sorridenti nei loro denti d'oro e simpatiche, forse i colori dei loro abiti contagiano il loro umore. Nel mausoleo di Amir Timur visitiamo le tombe di Tamerlano e del nipote Ulugh-Bek, la caratteristica cupola azzurra e scanalata è stupenda, l'interno é ricco di decorazioni in oro che riproducono frasi del Corano. Tamerlano fu il più grande condottiero asiatico dopo Gengis Khan e fece di Samarcanda la capitale del suo vasto impero, dalla Turchia alla Cina.
Torniamo al B&B per una doccia, siamo nella città vecchia, un labirinto di viuzze e cortili dove qualcuno ci invita a mangiare per pochi dollari dei profumatissimi shashlik (spiedini di carne di montone).
Il giorno seguente a Yulia diamo appuntamento al Registan alle 10, arriveremo ovviamente in ritardo, finora tutte le persone conosciute su couchsurfing si sono rivelate amichevoli e gentili; anche Yulia ha voglia di conoscere e parlare con stranieri provenienti dal resto del mondo, ci accompagna ad una fabbrica di carta di Samarcanda, una deliziosa casa di campagna accanto ad un fiume dove producono carta partendo dalla corteccia del gelso, allo stesso modo da secoli. Ci fanno provare, sapevamo che la carta si facesse con il legno ma non avevamo mai visto come, sembra quasi facile... il piccolo bazar accanto è un paradiso per donne: decine di oggetti in carta, dai segnalibro alle cartoline, alle borsette, fatti da loro e dipinti a mano nel cortile esterno... Stanno girando un video promozionale e ci chiedono di partecipare, il nostro ruolo consiste nel rispondere "buongiorno" ad una ragazza che ci passa davanti per poi tornare a sorseggiare il nostro the, fingendo di parlare di altro. Nel pomeriggio Yulia ritorna con Ian, un canadese che vive a Rio de Janeiro ma che per lavoro gira il mondo... Non abbiamo ben capito cosa faccia, ma sembra un figlio di papà con tanti soldi che sta visitando tutti i paesi del mondo, finora è stato in 126 nazioni! Beato lui! Però è simpatico, con lui andiamo ad una degustazione di (pessimo) vino uzbeko (che però sembra piacere tanto ad un gruppo di cinesi che abbiamo incontrato qui) e a cena in una chaikana (una casa da the); poi in un bar per una birra e per salutarci, qui Ian si lancia al pianoforte per conquistare la bella Yulia ma crediamo avrebbe fatto meglio a starsene fermo... Si giustificherà poi dicendo che non suonava da molti tempo... Ma Yulia ormai è cotta, parla un paio di toni più alti ed arrossisce, domani si rivedranno alle 12, quando ormai noi saremo già sul treno per Bukhara: la perla dell'Islam!




